Lo diciamo subito, così il resto si legge con il filtro giusto: Martes AI fa formazione su Claude per le aziende che l’hanno scelto. Non vendiamo licenze né dell’uno né dell’altro. Un punto di vista però ce l’abbiamo.
Proprio per questo questa guida non dice quale dei due è migliore. Dice come si decide, con criteri che valgono anche se alla fine scegliete l’altro.
Perché i confronti online aiutano poco
Quasi tutti i confronti che si trovano cercando questa query mettono in fila punteggi dei modelli, prezzi per utente e liste di funzioni. Sono informazioni vere il giorno in cui vengono scritte e vecchie dopo tre mesi, perché tutti e due i fornitori rilasciano qualcosa di nuovo ogni poche settimane.
Il secondo problema è che misurano il modello e non l’adozione. Nelle aziende in cui entriamo la differenza fra un assistente che lavora e uno che resta lì non la fa mai il punteggio su un test. La fanno tre cose: se le persone sanno descrivere un compito, se lo strumento arriva ai documenti giusti, se qualcuno ha deciso le regole.
Dove si somigliano davvero
Sui piani aziendali le differenze sono più piccole di quanto sembri.
I dati non addestrano i modelli. OpenAI dichiara di non addestrare sui dati e sulle conversazioni dei piani aziendali. Su Claude Team ed Enterprise i contenuti dell’azienda non vengono usati per l’addestramento, a parte i feedback espliciti con il pollice, che si possono disattivare. Sugli account personali gratuiti il discorso è diverso per tutti e due. È il motivo per cui la shadow AI è un problema.
Amministrazione centrale. Tutti e due hanno una console da cui si gestiscono utenti, accessi e funzioni attive. Su Claude la console cambia con il piano: cosa include e come si attiva sta nelle guide su Claude Team e su Claude Enterprise.
Collegamenti ai software. Tutti e due si collegano a posta, archivi di file e applicazioni di uso comune. Cambiano quali collegamenti sono pronti e come si costruiscono quelli che mancano.
Compiti in più passaggi. Tutti e due hanno una modalità che lavora da sola su un compito intero invece di rispondere a una domanda alla volta. In ChatGPT è la modalità agente, in Claude è Cowork.
Claude ha anche Claude Code, che lavora su file e comandi del computer. È nato per chi sviluppa ma in azienda lo usano anche i manager per trasformare un lavoro ripetuto in una procedura.
Dove sono diversi
| Criterio | ChatGPT | Claude |
|---|---|---|
| Testi lunghi e formali | Buono, con il tono da guidare sui testi formali | È il terreno dove lo vediamo rendere meglio: contratti, verbali, relazioni, documentazione |
| Lavoro creativo e immagini | Ecosistema più ampio, generazione di immagini integrata | Più orientato a testo, analisi e documenti |
| Compiti in più passaggi sul computer | Modalità agente | Cowork per chi non programma, Claude Code per chi sviluppa |
| Procedure riusabili | GPT personalizzati | Progetti e skill, raccolte in plugin |
| Integrazioni pronte | Catalogo ampio di connettori | Connettori e server MCP, standard aperto per collegare sistemi interni |
Due avvertenze sulla tabella. È scritta da chi lavora tutti i giorni con Claude e la riga sui testi formali riflette quello che vediamo in aula, non un test di laboratorio. E le funzioni cambiano: prima di decidere, verificate sulla documentazione ufficiale di ognuno quello che vi serve davvero.
Se in azienda c’è già Microsoft 365 il confronto da fare spesso è un altro, quello fra Microsoft Copilot e Claude. Lì conta più dove lavora il team che il modello.
Le quattro domande che decidono
- 01
Che lavoro fa il team, per la maggior parte del tempo
Se il grosso è leggere, confrontare e scrivere documenti, la differenza sui testi lunghi pesa. Se il grosso è comunicazione, contenuti visivi e campagne, pesa di più l'ecosistema creativo. Contate le ore, non le funzioni.
- 02
Con quali software deve parlare
Fate l'elenco delle tre o quattro applicazioni in cui il team passa la giornata e verificate per ognuna se esiste un collegamento pronto, uno da costruire o nessuno. È la domanda che più spesso sposta la scelta.
- 03
Chi lo amministra
Qualcuno deve decidere utenti, connettori e regole. Se avete un reparto IT con abitudini consolidate, chiedete a loro quale console si integra meglio con quello che già gestiscono.
- 04
Chi insegna a usarlo
Lo strumento comprato senza formazione viene usato come un motore di ricerca. Prima di firmare, sappiate chi accompagnerà le persone nei primi mesi, che sia un fornitore esterno o una persona interna.
L’ordine non è casuale. La prima domanda elimina quasi sempre metà del dubbio. La seconda e la terza decidono i casi in bilico. La quarta non sceglie lo strumento: decide se lo strumento verrà usato.
La prova che vale più di qualsiasi classifica
Se dopo le quattro domande siete ancora in bilico, la strada è una prova breve su lavoro vero.
Scegliete cinque compiti ripetitivi di due o tre reparti diversi. Compiti reali: la sintesi del verbale settimanale, il confronto di due versioni di un contratto, la risposta alla domanda ricorrente di un cliente.
Fateli fare a persone diverse con tutti e due gli strumenti, per due settimane, sui piani aziendali. Mai con account personali e mai con documenti che non potrebbero uscire.
Misurate tre cose: quanto tempo ci è voluto, quante correzioni sono servite, quanto è stato facile rifare lo stesso compito la volta dopo. La terza è quella che i confronti online non guardano mai ed è quella che decide l’adozione.
E se li usassimo tutti e due?
Si può. Alcune aziende lo fanno con criterio: un reparto comunicazione su uno, amministrazione e ufficio legale sull’altro.
Il costo vero non sono le due licenze. Sono due serie di regole su cosa si carica, due cataloghi di connettori da tenere in ordine, due percorsi di formazione e due posti dove le procedure costruite dal team vanno a finire. Per una PMI è quasi sempre troppo.
Il caso da evitare è il compromesso per non scontentare nessuno, con ognuno libero di usare quello che preferisce. È la stessa situazione della shadow AI con la differenza che l’azienda la paga.
Quello che resta vero qualunque sia la scelta
Gli obblighi non cambiano con il fornitore. L’articolo 4 dell’AI Act chiede che le persone che usano questi strumenti siano formate, che si usi ChatGPT o Claude. I passi in ordine sono nella guida su cosa deve fare una PMI con l’AI Act. Le regole su cosa può entrare nell’assistente sono nella guida su intelligenza artificiale e GDPR.
E non cambia la cosa che decide se l’investimento rende: le persone devono imparare a descrivere un compito e a controllare un risultato. Se avete scelto Claude, nella pagina sulla formazione su Claude per aziende c’è come lo facciamo in aula, su Claude, Cowork e Claude Code.