Quando un’azienda ci chiama per Claude Code la domanda di partenza è quasi sempre la stessa: è una cosa per i nostri sviluppatori o serve anche agli altri? La risposta corta è che serve a chiunque abbia un lavoro che si ripete uguale ogni settimana.
Martes AI fa formazione su Claude per le aziende che l’hanno scelto. Non vendiamo licenze. Quello che segue viene da quello che abbiamo visto in aula, con sviluppatori e con persone che un terminale non l’avevano mai aperto.
Cos’è Claude Code, detto senza gergo
La chat risponde. Claude Code fa.
Nella chat si incolla un documento e si riceve una risposta, che poi qualcuno deve copiare da qualche parte. Claude Code invece lavora dentro una cartella del computer. Apre i file, li confronta, scrive un programma che fa il controllo, lo lancia, guarda se il risultato torna e corregge. Alla fine nella cartella resta qualcosa che si può rilanciare la settimana dopo senza ripartire da zero.
Tre cose lo distinguono da un assistente di programmazione che completa le righe di codice:
- Porta a termine compiti in più passaggi. Gli si descrive il risultato, non ogni singola istruzione.
- Chiede prima di agire. Si usa dal terminale o dagli editor di codice supportati, come spiega la documentazione di Anthropic. Prima di modificare un file o eseguire un comando domanda il permesso.
- Impara le regole della casa. Un file di istruzioni nella cartella del progetto (si chiama CLAUDE.md) dice come si lavora lì: convenzioni, cartelle, cosa non toccare. Le procedure ricorrenti diventano skill che Claude Code riusa.
Chi lo usa davvero in azienda
| Chi | Cosa ci costruisce | Cosa serve sapere prima |
|---|---|---|
| Sviluppatori e IT | Modifiche al codice, test, script di manutenzione, collegamenti fra sistemi interni | Regole su quali repository e quali comandi, revisione del codice come per un collega |
| Controllo di gestione e amministrazione | Report periodici, controlli sui dati, riconciliazioni che oggi si fanno a mano | Da dove arrivano i dati e chi verifica il risultato le prime volte |
| Commerciale e direzione | Dashboard sulle vendite, analisi dei concorrenti, sintesi dei dati di più fonti | Quali dati possono entrare e quali restano fuori |
| Chi gestisce procedure ripetitive | Skill che trasformano un’attività settimanale in un comando | Saper descrivere il compito passo per passo |
La seconda e la terza riga sorprendono sempre. Con i 16 manager di Farvima Medicinali, il distributore del farmaco con 800 dipendenti, abbiamo fatto due giornate in sede proprio su Claude Code. In aula c’erano le funzioni dall’amministrazione al commerciale fino all’IT. Ognuno ha costruito almeno tre skill con le proprie mani: parte del controllo di gestione, l’analisi di bilancio, il recupero crediti, le dashboard su vendite e concorrenti.
Nessuno è partito da un esempio generico. Prima dell’aula ogni manager aveva compilato un assessment e partiva da un modello preparato su quelle risposte. È il motivo per cui in due giorni le cose costruite erano già usabili il lunedì dopo.
Come si attiva in azienda
Claude Code non si compra a parte. Secondo la scheda di Anthropic è incluso in ogni posto del piano Claude Team e nel posto Enterprise dei piani nuovi. La persona lo installa, lo avvia e accede con l’account aziendale. Da quel momento le skill e i plugin che l’organizzazione mette a disposizione si caricano da soli.
Due dettagli che contano sul costo:
- I limiti d’uso sono condivisi fra chat, Cowork e Claude Code. Chi lo usa per ore ogni giorno tocca i limiti del posto Standard e ha bisogno di un posto Premium o dei crediti aggiuntivi che l’amministratore può attivare.
- Su Enterprise a consumo non ci sono limiti per posto: l’uso si paga alle tariffe API. È una voce da governare, come spieghiamo nella guida su Claude Enterprise.
Il nostro consiglio è lo stesso che diamo per i posti: si parte con tutti Standard e si sposta su Premium chi tocca i limiti in modo ricorrente, guardando l’uso vero.
Le regole da decidere prima di accenderlo
Claude Code lavora sui file del computer. Questo è il suo valore ed è anche il motivo per cui le regole vanno scritte prima, non dopo il primo incidente.
Verde: si usa liberamente
Cartelle di lavoro dedicate, dati di esempio o già pubblici, script e report interni che una persona rilegge prima di usarli. È la maggior parte del lavoro di chi parte.
Giallo: si usa con una regola scritta
Dati aziendali veri ma non riservati, collegamenti ai sistemi interni in sola lettura, codice che va in produzione dopo una revisione. Serve sapere chi controlla e quando.
Rosso: non entra
Credenziali di produzione, dati personali particolari, informazioni coperte da segreto, comandi che cancellano o pubblicano senza che una persona li guardi. L'eccezione la autorizza una persona sola.
Tre decisioni che nelle aziende in cui entriamo mancano quasi sempre:
- In quali cartelle lavora. Una cartella per progetto, non tutto il disco. È la regola più semplice e quella che evita più guai.
- Chi rilegge. Uno script che produce un report di controllo di gestione va verificato a mano le prime volte, confrontandolo con il report fatto come prima. Quando torna per tre o quattro cicli si inizia a fidarsi.
- Dove finiscono le skill. Una skill costruita da un manager è una procedura aziendale. Va in un posto condiviso, con un nome e una persona che la tiene aggiornata. Altrimenti si ripete il problema della shadow AI: il lavoro esiste ma lo conosce solo chi l’ha fatto.
Claude Code o Cowork: quale a chi
Claude Code
- Il risultato è uno script, un'automazione o una piccola applicazione
- Il compito si ripete uguale ogni settimana
- Servono calcoli e controlli su molti file di dati
- Chi lo usa accetta di lavorare con un terminale dopo un po' di pratica
Cowork
- Il risultato è un documento, una presentazione, una risposta
- Il compito cambia un po' ogni volta
- Si lavora su posta, calendario e archivi di file
- Chi non vuole vedere un terminale
Non è una scelta per sempre. Nelle giornate che facciamo l’assessment decide chi parte da cosa. Spesso la stessa persona usa Cowork per il lavoro di tutti i giorni e Claude Code per le due o tre procedure che vuole togliersi di torno. Le impostazioni di Cowork sono nella guida su Claude Cowork in azienda.
Chi fa formazione su Claude Code in Italia
Cercando un corso si incontrano quattro famiglie di fornitore. Servono a cose diverse.
| Tipo di fornitore | Formato | Per chi | Lavora sui processi dell’azienda |
|---|---|---|---|
| Piattaforme online | Corsi on demand di poche ore, alcuni in italiano | La singola persona che parte da zero | No, esempi generici |
| Società di formazione informatica | Corsi a catalogo in aula o a distanza | Sviluppatori | Di rado |
| Consulenze tecniche | Workshop privati per il team di sviluppo | IT e sviluppatori | In parte, sul codice dell’azienda |
| Formazione in sede sulle attività del team | Giornate in azienda con assessment prima | Sviluppatori, manager, uffici | Sì, è il punto di partenza |
Martes AI sta nell’ultima riga. Abbiamo formato oltre 850 figure chiave in più di 65 aziende. Su Claude Code il formato è quello di Farvima: assessment prima dell’aula, due giornate in sede ognuno al proprio computer, skill costruite sulle attività che le persone fanno davvero. Il percorso completo è nella pagina sulla formazione su Claude Code aziendale.
Qualunque fornitore scegliate, tre domande separano un corso utile da uno che si dimentica in una settimana. Si lavora sui file dell’azienda o su esempi? Cosa resta al team alla fine? Chi lo accompagna quando prova da solo il lunedì dopo? I criteri per confrontare i corsi sono nella guida su come scegliere un corso AI per aziende.
Da dove partire
Se Claude Code non è ancora attivo, il primo passo è il piano aziendale: le decisioni sono nella guida su Claude Team. Se è attivo ma lo usano due persone, il passo è scegliere tre procedure ripetitive di tre reparti diversi e costruirle insieme a chi le fa. È quello che sposta l’uso da pochi appassionati al resto dell’azienda.