Quando una persona prova Cowork per la prima volta di solito gli chiede qualcosa che chiederebbe alla chat. Funziona. Però è come usare un collega per farsi dettare un numero di telefono.
La differenza si vede quando gli si dà un compito che ha un inizio e una fine. Prendere le offerte arrivate in una cartella, metterle in una tabella con le stesse colonne, segnare quelle fuori budget e preparare la mail di risposta. Cowork lo fa da solo, passaggio dopo passaggio, mentre la persona fa altro.
Per un’azienda questo cambia le domande da farsi. Con la chat la domanda era cosa incollano le persone. Con Cowork è cosa può aprire, cosa può modificare e chi se ne accorge.
Il tutorial passo per passo sulle funzioni sta nella nostra guida a Claude Cowork sul blog. Qui parliamo di come si porta in un team.
Se volete vederlo al lavoro, in questo video lo impostiamo e lo usiamo sulle attività di tutti i giorni.
Cosa cambia rispetto alla chat
| Chat di Claude | Claude Cowork | |
|---|---|---|
| Cosa riceve | Una domanda alla volta | Un compito con un risultato atteso |
| Dove lavora | Nella conversazione | Sui file autorizzati, nel browser, nelle app collegate |
| Cosa consegna | Una risposta da copiare | Un file finito: report, foglio di calcolo, presentazione |
| Chi tiene il filo | La persona, a ogni passaggio | Cowork, con la persona che approva le azioni delicate |
| Cosa deve decidere l’azienda | Cosa si può incollare | Cosa si può aprire, collegare e modificare |
L’ultima riga è quella che conta per chi dirige. Le regole scritte per la chat non bastano più, perché Cowork non aspetta che qualcuno gli passi un dato: va a prenderlo dove ha il permesso di andare.
Le decisioni dell’amministratore, prima di accenderlo
Sui piani Team ed Enterprise le impostazioni stanno in Organization settings, alla voce Cowork. Secondo la documentazione di Anthropic sui piani Team ed Enterprise le leve sono queste. Se il piano non è ancora scelto, le differenze fra i due sono nelle guide su Claude Team e su Claude Enterprise.
L’interruttore generale. Abilita o disabilita Cowork per tutta l’organizzazione. Se nessuno ha ancora deciso niente, la scelta prudente è tenerlo spento e accenderlo per un gruppo pilota.
Chi lo usa. Su Enterprise si limita a gruppi specifici con ruoli personalizzati. Fra impostazione generale e ruolo vince sempre il livello più restrittivo. È lo strumento per partire da un reparto senza aprirlo a tutti.
Le sessioni nel cloud. Su Team sono attive di default e il proprietario può spegnerle. Su Enterprise sono spente e vanno accese. Contano perché permettono a Cowork di andare avanti anche a computer chiuso, attività programmate comprese.
Le approvazioni sulle scritture. Un’impostazione dell’organizzazione decide se le persone possono saltare l’approvazione compito per compito sugli strumenti che scrivono. Su Enterprise è spenta di default. Noi la lasceremmo spenta almeno per i primi mesi.
I plugin. Il proprietario può creare un catalogo interno e decidere per ogni plugin se è installato per tutti, disponibile, obbligatorio o non disponibile. È il modo più semplice per dare a un ufficio una procedura già pronta invece di lasciare che ognuno se la costruisca.
Il monitoraggio. Gli eventi di Cowork si possono mandare ai sistemi di monitoraggio dell’azienda con OpenTelemetry: chiamate agli strumenti, file aperti, approvazioni date. Su Enterprise la Compliance API recupera le sessioni.
Quali uffici partono per primi
Nelle giornate di formazione che facciamo su Claude, i reparti che portano a casa risultati in fretta hanno una cosa in comune: passano molto tempo a costruire un documento a partire da altri documenti.
Dove Cowork rende subito
- Amministrazione: estrarre dati da fatture e contratti in un foglio unico
- Acquisti: mettere in tabella offerte arrivate in formati diversi
- Personale: preparare comunicazioni interne e risposte ricorrenti dai documenti aziendali
- Direzione: report periodici che oggi qualcuno assembla a mano
- Commerciale: preparare la scheda del cliente prima della chiamata
Dove aspettare
- Compiti che scrivono direttamente su sistemi contabili
- Processi con dati personali non ancora mappati
- Decisioni sulle persone: selezione e valutazioni restano ad alto rischio per l'AI Act
- Attività che nessuno sa descrivere in due righe
Il criterio pratico è semplice. Se la persona riesce a scrivere il compito in due righe e a controllare il risultato in pochi minuti, Cowork è adatto. Se il compito ha bisogno di mezz’ora di spiegazione ogni volta, il problema è il processo, non lo strumento.
Per gli uffici che toccano dati delle persone il ragionamento sul rischio è nella guida su AI per HR e recruiting.
Come si introduce al team
- 01
Scegliere un gruppo pilota
Un reparto, non tutta l'azienda. Meglio quello con più lavoro di preparazione ripetitivo e con un responsabile che ci crede. Su Enterprise si attiva con un ruolo dedicato, su Team si parte da chi ha già il piano.
- 02
Decidere cartelle e connettori
Quali cartelle condivise si aprono, quali applicazioni si collegano e in sola lettura o anche in scrittura. Si scrive in una pagina, prima di dare l'accesso, non dopo il primo incidente.
- 03
Tenere le approvazioni attive
Ogni azione che modifica un file o scrive in un'applicazione chiede conferma. Rallenta un poco. In cambio insegna alle persone cosa sta facendo lo strumento.
- 04
Formare sul lavoro vero
Ogni persona porta due o tre compiti suoi e li fa fare a Cowork in aula, con qualcuno accanto che spiega perché un'istruzione funziona e un'altra no. È qui che si impara a descrivere un compito.
- 05
Trasformare i compiti riusciti in procedure
Quello che funziona diventa una skill o un plugin del catalogo interno, così il collega accanto non deve ricostruirlo da zero.
- 06
Allargare dopo aver misurato
Prima di aprire ad altri reparti si guardano le ore dichiarate sulle stesse attività, prima e dopo. Se il pilota non ha liberato tempo, allargarlo moltiplica il problema.
L’ordine conta. Abbiamo visto aziende accendere Cowork per tutti il primo giorno e poi scrivere le regole: le persone avevano già collegato la propria posta personale e le cartelle sbagliate. Rimettere a posto costa più che partire in ordine.
Cosa dire alle persone prima di accenderlo
Tre frasi, non un regolamento.
Cowork fa quello che gli permetti. Se gli apri una cartella, la legge tutta. Se colleghi un’applicazione in scrittura, può scriverci. La regola su cosa si collega viene prima della curiosità.
Il risultato si controlla. Cowork consegna file finiti e proprio per questo invoglia a mandarli avanti senza leggerli. Un numero sbagliato in un report curato è più pericoloso di uno in una bozza disordinata, perché nessuno lo cerca.
L’account è quello aziendale. Se qualcuno usava già Cowork su un piano personale con file di lavoro, è il momento di spostarsi sul piano dell’azienda. È lo stesso discorso della shadow AI: nessun processo al passato, regole da oggi.
Sul fronte dei dati vale quello che diciamo nella guida su intelligenza artificiale e GDPR: i documenti con dati personali di clienti o dipendenti entrano solo se il caso è stato valutato prima. Con Cowork la valutazione riguarda le cartelle, non il singolo incolla.
L’errore che vediamo più spesso
Trattare Cowork come una funzione in più della chat e lasciare che ognuno lo scopra da solo.
Il risultato è prevedibile. Due o tre persone curiose costruiscono automazioni brillanti che nessun altro conosce. Il resto del team lo apre una volta, gli chiede una cosa che chiederebbe alla chat e conclude che non serve. Dopo qualche mese l’azienda paga un piano di cui usa una frazione.
Quello che funziona è il contrario: poche persone, compiti scelti, regole chiare e un momento in cui si impara insieme a descrivere un compito. Chi vuole vedere come lo facciamo in aula trova il percorso nella pagina sulla formazione su Claude. Se il dubbio è ancora a monte, cioè quale assistente scegliere, il confronto è nella guida ChatGPT o Claude per aziende.