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Agenti AI: cosa sono e come si usano in azienda

Un agente AI è un programma che riceve un obiettivo, usa strumenti veri (posta, gestionale, file) e compie azioni fino a raggiungerlo. Cosa lo distingue da un chatbot e da un'automazione, dove lavora già in azienda e chi lo costruisce.

La parola agente oggi si trova ovunque, dai comunicati dei grandi fornitori ai corsi online. Il risultato è che chi deve decidere se investirci sente descrivere la stessa cosa come una rivoluzione e come un chatbot rinominato.

Nessuna delle due è vera. Questa guida spiega cosa c’è sotto, con esempi presi dai progetti che abbiamo messo in produzione.

Cos’è un agente AI

Tre ingredienti. Servono tutti e tre.

Un modello linguistico che legge e ragiona: capisce un’email scritta di fretta, un PDF impaginato male, una richiesta ambigua.

Degli strumenti che il modello può usare: leggere una casella di posta, interrogare una banca dati, scrivere un’anagrafica nel gestionale, mandare una risposta.

Un obiettivo invece di una sequenza fissa. Non “copia il campo A nel campo B”. Piuttosto “questa richiesta di offerta deve diventare un preventivo in bozza con il cliente registrato”.

Togli gli strumenti e hai un chatbot: risponde senza fare niente. Togli il modello e hai un’automazione classica: fa solo quello che è stato previsto riga per riga.

Chatbot o assistente

  • Riceve una domanda
  • Restituisce testo
  • Non tocca nessun sistema
  • Se sbaglia, leggi una risposta sbagliata

Agente AI

  • Riceve un obiettivo
  • Compie azioni con strumenti veri
  • Scrive su posta, gestionale, file
  • Se sbaglia, hai un dato sbagliato dentro un sistema

Agente, automazione, assistente: le differenze che contano

Automazione classicaAssistente AIAgente AI
Cosa riceveUn evento previstoUna domandaUn obiettivo
Cosa produceL’azione scritta nella regolaTesto da leggereAzioni su sistemi veri
Ingressi diversi dal solitoSi fermaLi capisceLi capisce e agisce
Dove sbagliaQuando l’ingresso cambia formatoNella rispostaNella risposta e nell’azione
Chi controllaNessuno, finché non si rompeChi leggeUna persona definita, prima o dopo l’azione

L’ultima riga è quella che decide se un progetto funziona. Un’automazione classica fallisce in modo rumoroso: si blocca e qualcuno se ne accorge. Un agente può fallire in modo silenzioso, scrivendo un dato plausibile e sbagliato. Per questo ogni agente serio ha un punto in cui una persona guarda.

Come si usa in azienda: un esempio vero

Il caso che raccontiamo più spesso è Kerby, l’agente che abbiamo costruito per Kerberos Energy, azienda che progetta e distribuisce prodotti per l’efficienza energetica.

Prima, ogni richiesta di offerta prendeva 15-20 minuti di lavoro manuale: trovare la partita IVA, recuperare la PEC, creare l’anagrafica nel gestionale, allegare i documenti, preparare il preventivo. Le richieste sono quasi 800 l’anno.

Kerby legge la casella aziendale e quelle del team commerciale, classifica ogni email in cinque categorie (richiesta di offerta, ordine, informazioni, supporto tecnico, spam) e per ognuna fa partire il suo percorso. Su una richiesta di offerta cerca la partita IVA, recupera dalla Camera di Commercio ragione sociale, PEC e affidabilità creditizia, crea l’anagrafica e prepara il preventivo in bozza con il commerciale in copia.

Due cose del caso valgono per qualsiasi azienda. La prima: l’agente non decide il prezzo, prepara la bozza. La persona resta dove serve giudizio. La seconda: secondo il CEO il guadagno più importante non è stato il tempo, è stata la qualità dei dati nel gestionale, che prima erano sempre incompleti. Il caso Kerberos Energy racconta anche come il team è passato dallo scetticismo all’uso quotidiano.

Dove funzionano già

Gli agenti che vediamo reggere in produzione hanno quasi sempre la stessa forma: un compito che si ripete, un ingresso riconoscibile, un’uscita che finisce in un sistema.

  1. 01

    La posta in arrivo

    Classificare, estrarre i dati, aprire il ticket o la pratica giusta, rispondere che la richiesta è stata presa in carico. È il punto di partenza più frequente perché ogni azienda ha una casella che nessuno vuole smistare.

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    Le richieste commerciali

    Preventivi in bozza, anagrafiche complete, report dei venditori trasformati in aggiornamenti del CRM senza aprire il software.

  3. 03

    I documenti che entrano

    Fatture, ordini, bolle, rapportini: letti, controllati e registrati, con le eccezioni passate a una persona.

  4. 04

    La ricerca

    Bandi, normativa, letteratura tecnica: l'agente cerca, filtra e porta solo quello che merita di essere letto.

  5. 05

    Il lavoro sul campo

    Operai e tecnici che rendicontano da WhatsApp con un vocale o una foto. Il dato arriva strutturato in ufficio.

Il caso del lavoro sul campo è quello di Prisma, il nostro agente su WhatsApp, che usano fra gli altri Afrocarbon e BuildUp FM per assegnare e rendicontare le attività.

Il servizio clienti è il posto dove le aziende partono più spesso. Cosa automatizzare e cosa lasciare agli operatori, con tre casi in produzione, è nella guida sugli agenti AI per il customer service.

Dove non funzionano ancora

Tre situazioni in cui sconsigliamo di partire.

Processi che nessuno sa descrivere. Se la risposta a “come si fa oggi” è “dipende”, l’agente erediterà quel “dipende” senza le persone che lo sapevano gestire. Prima si capisce il processo, poi si automatizza.

Decisioni ad alto impatto senza revisione. Un agente che manda offerte vincolanti o modifica condizioni contrattuali senza che nessuno guardi è un rischio che nessun risparmio di tempo giustifica.

Catene lunghe di agenti che si parlano. Ogni passaggio aggiunge una probabilità di errore. Quando un’azienda ci chiede un sistema di agenti che si coordinano, quasi sempre le servono due o tre agenti semplici e indipendenti. Ne parliamo nella guida sui quattro livelli di agente AI.

Chi crea agenti AI e come si lavora

La creazione di un agente aziendale ha poco a che fare con il codice e molto con il processo. Le fasi sono sempre le stesse.

Come nasce un agente
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    Il processo vero

    Si osserva chi lo esegue, non chi lo descrive in riunione. Escono le eccezioni che nessuno avrebbe messo in un capitolato.

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    Permessi e collegamenti

    Quali sistemi può leggere, dove può scrivere, chi lo autorizza. È il punto dove i progetti si fermano più spesso.

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    Costruzione e collaudo

    Con chi lo userà ogni mattina, sui casi veri, compresi quelli storti.

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    Manutenzione

    Modelli e software collegati cambiano ogni pochi mesi. Un agente senza qualcuno che lo segue peggiora in silenzio.

Sul mercato italiano i fornitori sono di cinque tipi:

Tipo di fornitoreCosa offreQuando ha senso
Software house tradizionaliL’agente dentro un progetto software più ampioL’agente deve vivere dentro un sistema complesso
Agenzie di automazione e no-codeCollegamenti fra strumenti che già usiIl valore sta nel far parlare software esistenti
System integrator e grandi consulenzeProgrammi di trasformazione con un’area AIMolti reparti e molti sistemi coinvolti
Freelance e piccoli studi tecniciSviluppo rapido su un caso circoscrittoProgetto piccolo con qualcuno interno che lo segue
Società che formano e poi costruisconoAgenti su misura più la formazione di chi li usaIl processo è il modo particolare in cui lavori tu

Martes AI è nell’ultima categoria: sviluppa agenti AI su misura per aziende italiane (oltre 75 soluzioni in produzione) e forma le persone che li useranno. Le categorie con i nomi e i criteri per confrontarle sono nella guida su chi sviluppa agenti AI in Italia. Per i costi c’è quella su quanto costa un agente AI su misura.

Le regole

L’AI Act non regola la parola agente, regola l’uso. Un agente che smista la posta o prepara preventivi sta nel rischio minimo. Uno che filtra candidati o valuta l’affidabilità creditizia di una persona entra nell’alto rischio, con obblighi di sorveglianza umana e conservazione dei log. Come si classifica caso per caso è nella guida sulla classificazione del rischio.

C’è poi un obbligo che vale sempre: chi usa un sistema AI in azienda deve essere formato per farlo, dall’articolo 4 in vigore dal 2 febbraio 2025. Un agente che le persone non capiscono viene aggirato o subito. In entrambi i casi non rende.

Da dove partire

Prendi il processo che si ripete di più e che nessuno vuole fare. Scrivi quante ore prende a settimana e cosa succede quando viene sbagliato. Se le ore sono tante e l’errore si vede subito, hai il primo candidato. Se vuoi un parere su quel processo, la pagina sullo sviluppo di agenti AI racconta come lavoriamo.

Domande frequenti

Cos'è un agente AI, in parole semplici?

È un programma che riceve un obiettivo invece di un'istruzione, usa un modello linguistico per decidere i passi e li compie con strumenti veri: legge la posta, cerca un dato, scrive nel gestionale, manda una risposta. Un chatbot ti dice cosa fare, un agente lo fa.

Che differenza c'è fra un agente AI e un'automazione classica?

L'automazione classica segue regole scritte prima: se arriva X fai Y. Si rompe quando l'ingresso non è quello previsto. L'agente legge l'ingresso come lo leggerebbe una persona, quindi regge le email scritte male, i PDF diversi dal solito, le richieste ambigue. In cambio va controllato, perché può sbagliare in modi che una regola non conosce.

Chi crea agenti AI per le aziende in Italia?

Cinque tipi di fornitore: software house tradizionali, agenzie di automazione e no-code, system integrator e grandi consulenze, freelance e piccoli studi tecnici, società che formano le persone e poi costruiscono. Martes AI è nell'ultima categoria: sviluppa agenti su misura per aziende italiane (oltre 75 soluzioni in produzione) e forma le persone che li useranno.

Da quale processo conviene partire con un agente AI?

Da uno che si ripete ogni giorno, ha un ingresso e un'uscita chiari e dove un errore si vede subito. La posta in arrivo da smistare, le richieste di offerta, i documenti da registrare sono i casi tipici. Il processo più strategico quasi mai è il primo.

Un agente AI sostituisce le persone?

Nei casi che abbiamo in produzione toglie la parte ripetitiva del lavoro e la persona resta a controllare e a decidere. Il segnale che funziona non è che qualcuno sparisce: è che le persone iniziano a segnalare le risposte da migliorare, perché lo usano.

Serve l'AI Act per usare un agente AI?

Le regole dipendono dall'uso, non dalla parola agente. Un agente che smista la posta o prepara preventivi sta nel rischio minimo. Uno che valuta candidati o decide l'accesso al credito di una persona ricade nell'alto rischio. In ogni caso vale l'obbligo di formazione per chi lo usa.

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