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Classificazione del rischio nell'AI Act: come capire in che fascia cade un uso, caso per caso

Le quattro fasce le elencano tutti. Il lavoro vero è decidere dove cade l'assistente che riassume le candidature o il modello che assegna le priorità ai clienti. Il criterio è l'uso, non lo strumento. E ci sono quattro eccezioni che spostano molti casi fuori dall'alto rischio.

Le quattro fasce di rischio dell’AI Act le trovi spiegate ovunque, sempre con gli stessi esempi: il punteggio sociale fra i vietati, i chatbot fra il rischio limitato, i filtri antispam fra il minimo.

Il problema è che nessuna azienda italiana deve classificare il punteggio sociale. Deve classificare l’assistente che l’ufficio del personale usa per riassumere le candidature, il modello che il commerciale usa per decidere chi richiamare prima, lo strumento che l’amministrazione usa per segnalare i clienti a rischio di insolvenza.

Questa guida parte da lì.

Il principio: si classifica l’uso

Il Regolamento UE 2024/1689 non dice che un certo software è ad alto rischio. Dice che certi usi lo sono.

Da qui discende tutto. Non ha senso chiedersi se ChatGPT, Claude o Copilot siano ad alto rischio: sono modelli per finalità generali, con obblighi propri che ricadono su chi li costruisce. La domanda che riguarda la tua azienda è un’altra: per cosa li state usando?

Lo stesso assistente, con lo stesso abbonamento, può trovarsi in tre fasce nello stesso giorno. Riassume un verbale di riunione: rischio minimo. Risponde ai clienti sul sito: rischio limitato. Ordina cento curriculum per decidere chi chiamare al colloquio: alto rischio.

Le quattro fasce, dal punto di vista di un’azienda

Vietato

Pratiche dell'articolo 5, in vigore dal 2 febbraio 2025. Per un'azienda privata il caso che si incontra davvero è il riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro: strumenti che promettono di leggere lo stato d'animo dei candidati in un colloquio o il clima dei dipendenti. Non si usano, qualunque cosa dica il fornitore.

Alto rischio

Usi che incidono su diritti e opportunità delle persone. In azienda sono quasi sempre due: selezione e gestione del personale, poi le decisioni sull'accesso al credito o ad alcune assicurazioni. Si può fare, con obblighi precisi di sorveglianza umana, informazione, registri e valutazione d'impatto.

Rischio limitato

Sistemi che parlano con le persone o producono contenuti che possono sembrare autentici. L'obbligo è la trasparenza: chi scrive al chatbot deve sapere che è automatico. Si applica dal 2 agosto 2026.

Rischio minimo

Scrivere bozze, riassumere documenti, tradurre, analizzare dati interni, preparare presentazioni. È la larga maggioranza dell'uso quotidiano. Nessun obbligo specifico oltre alla formazione delle persone.

Il caso di rischio limitato che si incontra più spesso è l’assistente che risponde ai clienti: come lo si introduce rispettando l’obbligo di trasparenza è nella guida sugli agenti AI per il customer service.

Le due strade verso l’alto rischio

L’articolo 6 del regolamento ci arriva da due direzioni diverse.

La prima: i prodotti già regolati. Se l’AI è un componente di sicurezza di un prodotto che già deve passare una valutazione di conformità secondo altre norme europee, come macchine o dispositivi medici, il sistema è ad alto rischio. Riguarda chi produce quei beni. Gli obblighi scattano dal 2 agosto 2028.

La seconda: le aree dell’Allegato III. È quella che tocca le aziende di servizi e gli uffici interni. L’elenco copre biometria, infrastrutture critiche, istruzione e formazione professionale, occupazione e gestione dei lavoratori, accesso a servizi essenziali pubblici e privati, attività di contrasto, migrazione e frontiere, giustizia e processi democratici. Gli obblighi scattano dal 2 dicembre 2027.

Per un’azienda privata italiana, di quell’elenco restano quasi sempre due voci.

Occupazione e gestione del personale

  • Pubblicare annunci mirati e filtrare le candidature
  • Valutare i candidati
  • Decisioni su promozioni e cessazioni
  • Assegnare compiti in base a comportamenti o caratteristiche personali
  • Monitorare e valutare prestazioni e comportamento

Accesso ai servizi essenziali

  • Valutare l'affidabilità creditizia di persone fisiche
  • Stabilire rischio e prezzo nelle assicurazioni vita e malattia
  • Riguarda banche, finanziarie e assicurazioni
  • Non riguarda il fido a società, che non sono persone fisiche

Le quattro eccezioni che quasi nessuno legge

Qui sta la parte più utile dell’articolo 6. È anche quella che le guide introduttive saltano. Un sistema che rientra in un’area dell’Allegato III non è ad alto rischio se non incide in modo significativo sulle decisioni. Il regolamento descrive quattro situazioni.

  1. 01

    Compito procedurale limitato

    Il sistema fa un'operazione ristretta e meccanica. Esempio: estrarre dai curriculum i dati anagrafici e i titoli di studio per compilare una scheda, senza valutarli.

  2. 02

    Migliora un'attività umana già conclusa

    Una persona ha già deciso e il sistema interviene dopo. Esempio: riscrivere in modo più chiaro la lettera di esito che il selezionatore ha già scritto.

  3. 03

    Rileva schemi senza sostituire la valutazione umana

    Il sistema segnala deviazioni rispetto a decisioni passate. Poi una persona rivede. Esempio: evidenziare che le valutazioni di un reparto si discostano molto dalla media, perché qualcuno ci guardi.

  4. 04

    Compito preparatorio

    Il sistema prepara il materiale su cui una persona poi decide. Esempio: tradurre i curriculum arrivati in inglese prima che il selezionatore li legga.

Chi si appoggia a un’eccezione deve documentare la valutazione. Il regolamento mette questo onere sul fornitore. All’azienda che usa conviene però tenere una nota propria: il giorno in cui qualcuno chiede perché quello strumento non è stato trattato come alto rischio, la risposta deve essere scritta.

Come classifichiamo un uso, in cinque domande

Quando in aula un gruppo ci porta un caso d’uso e chiede in che fascia cade, ragioniamo sempre nello stesso ordine.

  1. 01

    È una pratica vietata?

    Manipolazione, punteggio sociale, riconoscimento delle emozioni al lavoro, alcune forme di biometria. Se sì, ci si ferma qui.

  2. 02

    L'AI è un componente di sicurezza di un prodotto regolato?

    Macchine, dispositivi medici e simili. Se sì, è alto rischio per la prima strada.

  3. 03

    L'uso rientra in un'area dell'Allegato III?

    Per un'azienda privata: decisioni sul personale o sull'accesso al credito e ad alcune assicurazioni. Se no, si passa all'ultima domanda.

  4. 04

    Vale una delle quattro eccezioni, senza profilazione?

    Se sì, non è alto rischio. Si scrive il perché nell'inventario. Se no, è alto rischio e da qui servono gli obblighi da utilizzatore.

  5. 05

    Parla con persone o genera contenuti che circolano fuori?

    Se sì, rischio limitato con obblighi di trasparenza. Altrimenti rischio minimo.

Gli errori di classificazione che vediamo più spesso

Classificare lo strumento invece dell’uso. “Usiamo Copilot, è rischio minimo.” Vero per le email, falso se qualcuno lo usa per fare una graduatoria dei collaboratori in vista delle valutazioni annuali.

Dimenticare che l’uso cambia. L’assistente comprato per riassumere verbali, sei mesi dopo, viene usato per scremare candidature perché funziona bene. Nessuno ha rifatto la classificazione. È il modo più comune in cui un’azienda entra in alto rischio senza saperlo.

Fidarsi dell’etichetta del fornitore. Il fornitore classifica per lo scopo previsto. Se in azienda lo strumento si usa per altro, quella classificazione non copre più niente. Vale la pena chiedere per iscritto per quale scopo il sistema è pensato.

Confondere alto rischio con vietato. Alto rischio vuol dire che si può fare con obblighi, non che è proibito. Diverse aziende rinunciano a usi utili per paura, mentre usano senza pensarci strumenti che sono davvero vietati, come quelli che leggono le emozioni nei colloqui.

Cosa fare con la classificazione, una volta fatta

La classificazione non è un adempimento a sé. È la colonna che decide tutto il resto della checklist: quale formazione serve a quale gruppo, dove va dichiarato che si parla con una macchina, dove servono sorveglianza umana e registri.

I controlli, con la prova da conservare per ognuno, sono nella checklist AI Act per le aziende. Per il reparto dove l’alto rischio si incontra più spesso c’è la guida su AI per HR e recruiting. Per un’azienda piccola il quadro essenziale è nella guida su cosa deve fare una PMI.

Domande frequenti

L'AI Act classifica gli strumenti o gli usi?

Gli usi. Lo stesso modello linguistico è a rischio minimo se riassume un verbale e ad alto rischio se ordina le candidature per una selezione. Per questo non ha senso chiedere se ChatGPT o Claude sono ad alto rischio: la domanda giusta è cosa gli fa fare l'azienda.

Quali sono le aree ad alto rischio dell'Allegato III?

Biometria, infrastrutture critiche, istruzione e formazione professionale, occupazione e gestione dei lavoratori, accesso a servizi essenziali pubblici e privati come credito e alcune assicurazioni, attività di contrasto, migrazione e controllo delle frontiere, amministrazione della giustizia e processi democratici. Per un'azienda privata le aree che contano davvero sono di solito il personale e, per chi fa credito o assicurazioni, i servizi essenziali.

Un sistema che rientra nell'Allegato III è sempre ad alto rischio?

No. L'articolo 6 prevede che non lo sia se svolge un compito procedurale limitato, migliora il risultato di un'attività umana già conclusa, rileva schemi decisionali senza sostituire la valutazione umana oppure svolge un compito preparatorio. L'eccezione non vale mai se il sistema fa profilazione di persone fisiche.

Chi decide la classificazione, noi o il fornitore?

Il fornitore classifica il sistema per lo scopo previsto e, se usa una delle eccezioni, deve documentare la valutazione. L'azienda che lo usa resta responsabile di usarlo per quello scopo. Se lo usa per altro, la classificazione del fornitore non la copre più.

I sistemi ad alto rischio sono già regolati?

Gli obblighi per i sistemi dell'Allegato III si applicano dal 2 dicembre 2027, dopo il rinvio del Digital Omnibus. Quelli per i sistemi dentro prodotti già regolati da altre norme europee dal 2 agosto 2028. Le pratiche vietate e l'obbligo di formazione sono invece in vigore dal 2 febbraio 2025.

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