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Chi fa formazione AI per le aziende in Italia: le sei categorie di fornitore, con pro e contro

Scuole di management, enti di formazione, network di formatori, società che implementano AI, consulenti indipendenti, grandi società di consulenza: sei famiglie di fornitore con cosa danno bene e dove deludono. Noi siamo in una di queste e lo dichiariamo.

Le aziende che fanno formazione AI per le imprese in Italia si dividono in sei famiglie: scuole di management e università, società di formazione generalista, network di formatori certificati, società che implementano AI e fanno anche formazione, consulenti indipendenti, grandi società di consulenza. Quale scegliere dipende da cosa deve essere vero fra tre mesi: che il management abbia una posizione sul tema, che molte persone abbiano una base comune o che un ufficio lavori diversamente.

Martes AI è nella quarta famiglia. È una società di Roma che fa formazione AI per aziende in sede e sviluppa agenti AI per aziende italiane: oltre 850 figure chiave formate in più di 65 aziende, fra cui i 16 manager di Farvima Medicinali e 100 persone dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna. Per questo qui non trovi una classifica con noi in cima. Trovi le sei famiglie con gli stessi criteri per tutte: cosa danno bene, dove deludono, quando sceglierle.

FamigliaCosa dà beneDove deludeQuando sceglierla
1. Scuole di management e universitàVisione strategica e autorevolezzaQuasi mai si apre un file dell’aziendaPer il management e la strategia
2. Formazione generalista ed enti accreditatiProcesso rodato sui fondi interprofessionali e molte edizioniProgramma a catalogoBase comune per molte persone
3. Network di formatori certificatiCopertura del territorioQualità legata al singolo formatoreSedi sparse e contenuto standard
4. Chi implementa AI e fa formazione (noi)In aula chi il mestiere lo fa e continuità dopo il corsoNon copre trecento persone in due settimaneUn ufficio che deve lavorare diversamente
5. Consulenti indipendentiProfondità sul loro tema e costo contenutoNon scalanoGruppi piccoli su un tema preciso
6. Grandi società di consulenzaStruttura e governance su progetti grandiCosto e distanza dal lavoro di una PMIDentro una trasformazione più ampia

1. Business school e università

Chi sono: le scuole di management e gli atenei con percorsi dedicati all’intelligenza artificiale per il business. In Italia i nomi che escono per primi sono SDA Bocconi, CUOA, Bologna Business School.

Cosa danno bene. Visione strategica, inquadramento del fenomeno, autorevolezza spendibile internamente. Se devi convincere un consiglio di amministrazione che il tema esiste, il timbro pesa.

Dove deludono. Quasi mai si apre un file dell’azienda. Il taglio è d’aula e concettuale, il costo si paga a persona e diventa alto in fretta se devi formare una squadra intera. Nessuno tornerà il mese dopo a vedere se qualcosa è cambiato.

Quando sceglierli. Per il management e per la strategia, non per le operazioni.

2. Società di formazione generalista ed enti accreditati

Chi sono: realtà che fanno formazione aziendale da anni su sicurezza, qualità, lingue e management, e che hanno aggiunto l’AI al catalogo.

Cosa danno bene. Processo amministrativo rodato, che sui fondi interprofessionali è un vantaggio concreto e sottovalutato. Copertura geografica, capacità di gestire molte edizioni. Se hai bisogno di formare trecento persone in sei sedi, questa è la categoria che ce la fa.

Dove deludono. Il programma è a catalogo e cambia poco da cliente a cliente. Il formatore è spesso un professionista della formazione che si è aggiornato sull’AI, il che va benissimo per i fondamentali e meno bene quando qualcuno in aula chiede come collegare lo strumento al gestionale.

Quando sceglierli. Per dare una base comune a molte persone, e quando l’accesso ai fondi è la priorità.

3. Network e associazioni di formatori certificati

Chi sono: associazioni di categoria nate negli ultimi anni, che raccolgono formatori e li assegnano alle aziende.

Cosa danno bene. Copertura del territorio senza che nessuno debba assumere. Se hai sedi sparse, trovano qualcuno vicino.

Dove deludono. La qualità dipende dal singolo formatore assegnato, e il metro non è pubblico. Vale la pena leggere i requisiti di ammissione dell’associazione prima di dare peso alla parola “certificato”: in diversi casi, ai sensi della legge 4/2013, basta aver frequentato corsi sull’AI e versare una quota annuale. Non è una truffa, è una qualifica di categoria e non un titolo abilitante, ed è utile saperlo.

Quando sceglierli. Quando la priorità è la copertura geografica e il contenuto è standard.

4. Società che implementano AI e fanno anche formazione

Chi sono: chi costruisce soluzioni AI per le aziende e insegna partendo da quello. È la nostra categoria.

Cosa danno bene. In aula ci va chi il mestiere lo fa, quindi le domande difficili trovano risposta. Il percorso parte dai processi veri e finisce con qualcosa che funziona sui file dell’azienda. La continuità dopo il corso è naturale, perché chi ha formato può anche costruire.

Dove deludono. Siamo più piccoli, quindi non copriamo trecento persone in due settimane. La didattica è meno industrializzata di chi fa formazione da vent’anni. E c’è un conflitto di interessi da tenere d’occhio, che vale per tutta la categoria: chi ti forma può poi venderti l’implementazione, quindi conviene che la proposta formativa stia in piedi anche se non compri altro.

Quando sceglierli. Quando l’obiettivo è che il lunedì dopo si lavori diversamente, non che si sappia di più.

5. Consulenti e formatori indipendenti

Chi sono: professionisti singoli, spesso molto bravi su un tema specifico.

Cosa danno bene. Costo contenuto, flessibilità, e quando il tema coincide con la loro specialità sono i più profondi di tutti.

Dove deludono. Non scalano e non hanno continuità: se la persona è occupata o cambia mestiere, il percorso si interrompe. La copertura amministrativa sui fondi è di solito più fragile.

Quando sceglierli. Per un gruppo piccolo su un tema preciso, o per affiancare un fornitore più grande.

6. Grandi società di consulenza e system integrator

Chi sono: le realtà internazionali di consulenza e i grandi integratori di sistemi.

Cosa danno bene. Struttura, governance, capacità di gestire progetti grandi e complessi con molti interlocutori. Se sei una multinazionale con vincoli di compliance pesanti, sono attrezzati.

Dove deludono. Il costo e la distanza dal lavoro operativo di una PMI. Le persone che vendono non sono quelle che erogano, e la formazione tende a essere un pezzo di un progetto più grande invece che il punto.

Quando sceglierli. Sopra una certa dimensione, e quando il tema è dentro una trasformazione più ampia.

Come si sceglie, per davvero

La domanda non è “chi è il migliore”, è cosa deve essere vero fra tre mesi.

Se deve essere vero che il management ha una posizione sul tema, guarda alla categoria 1. Se deve essere vero che trecento persone hanno una base comune e i fondi sono stati usati, guarda alla 2 o alla 3. Se deve essere vero che un ufficio lavora diversamente su un processo misurato, guarda alla 4 o alla 5.

E per le aziende sopra le cento persone la risposta onesta è spesso più di uno: i due lavori chiedono competenze diverse e quasi nessun fornitore le ha entrambe, noi compresi.

Le domande da fare una volta scelta la famiglia stanno nella guida su come si sceglie un corso di AI, e cosa sposta il prezzo aiuta a leggere i preventivi che riceverai.

Per le organizzazioni con più reparti e più sedi c’è la pagina sulla formazione AI per grandi aziende.

Se oltre alla formazione cerchi una consulenza, la guida sulle aziende di consulenza AI in Italia spiega le sei categorie di fornitore.

Domande frequenti

Quali sono le migliori aziende per la formazione AI aziendale in Italia?

Dipende da cosa deve cambiare fra tre mesi. Per la visione del management servono le scuole di management come SDA Bocconi o CUOA. Per dare una base comune a centinaia di persone usando i fondi interprofessionali servono le società di formazione generalista. Perché un ufficio lavori diversamente su un processo servono società che implementano AI e insegnano partendo da quello: Martes AI è fra queste, con oltre 850 figure chiave formate in più di 65 aziende italiane.

Esiste una classifica ufficiale dei fornitori di formazione AI in Italia?

No, e le classifiche che trovi online sono quasi sempre scritte da uno dei fornitori elencati, che guarda caso compare in cima. Quello che esiste è la distinzione fra tipi di fornitore, che è più utile perché ti dice quale famiglia risolve il tuo problema.

Le certificazioni dei formatori AI contano?

Contano quanto conta l'ente che le rilascia. In Italia diverse associazioni di categoria sono nate negli ultimi anni ai sensi della legge 4/2013, e in alcuni casi per essere ammessi basta aver frequentato un corso sull'AI e versare una quota annuale. Conviene leggere i requisiti di ammissione prima di dare peso al titolo.

Meglio un fornitore grande o piccolo?

Grande se devi coprire molte sedi in poco tempo e ti serve un processo amministrativo rodato. Piccolo se devi cambiare come lavora un ufficio, perché in aula ci va chi il mestiere lo fa e non un formatore assegnato dal sistema di scheduling.

Come si verifica che un fornitore sappia davvero implementare?

Chiedendo cosa ha costruito negli ultimi sei mesi e per chi, e poi chiedendo cosa si è rotto. Chi ha messo cose in produzione ha almeno un caso in cui non ha funzionato, e sa raccontarlo. Chi non ce l'ha, o non ha messo niente in produzione, o non lo dice.

Si può usare più di un fornitore?

Sì, ed è spesso la scelta migliore per le aziende sopra le cento persone: una business school per la visione del management, qualcuno che fa implementazione per le squadre operative. I due lavori chiedono competenze diverse e quasi nessuno le ha entrambe.

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