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AI per il commerciale: preparare le trattative, non automatizzare le relazioni

Nelle vendite l'AI dà il massimo prima e dopo la conversazione, non durante. Preparare una call, ricostruire uno storico, scrivere un follow-up: è lì che stanno le ore, e la relazione resta tua.

Quando parliamo di AI con una rete commerciale la prima reazione è quasi sempre difensiva, e ha una ragione sensata: le vendite si fanno con le relazioni, e le relazioni non si automatizzano.

È vero, e resta vero. Solo che un venditore passa una quota sorprendente della giornata a fare cose che con la relazione non c’entrano niente: cercare informazioni, ricostruire storici, scrivere gli stessi messaggi, compilare campi.

È quella parte che si può togliere, e toglierla restituisce tempo proprio alla relazione.

Dove vanno le ore di un commerciale

Preparare le chiamate. Chi è questa azienda, cosa fa, cosa ci siamo detti l’ultima volta, cosa ha comprato, quali problemi aveva sollevato. Informazione sparsa fra CRM, mail, appunti e memoria.

Scrivere i follow-up. Dopo ogni conversazione: riepilogo, prossimi passi, materiale promesso. Lavoro ripetitivo che spesso slitta, e quando slitta costa opportunità.

Rispondere alle domande tecniche ricorrenti. Quelle a cui il venditore risponde chiedendo a qualcun altro, e intanto passano due giorni.

Aggiornare il CRM. L’attività che tutti odiano e che quasi nessuno fa bene, con la conseguenza che lo storico è pieno di buchi proprio quando serve.

Preparare offerte e preventivi. Prendere un modello, adattarlo, controllare i numeri.

Prima e dopo la conversazione

  • Preparare le chiamate
  • Scrivere i follow-up
  • Rispondere alle domande tecniche ricorrenti
  • Sintetizzare le conversazioni
  • Alimentare il CRM

Durante, e verso il cliente

  • Niente parte da solo verso il cliente
  • Il punteggio sui lead è un ordine di lavoro, non una decisione
  • Sui contatti a freddo le regole non cambiano

Cosa conviene fare per primo

La preparazione delle chiamate. È il caso d’uso con il ritorno più immediato. Un assistente collegato ai documenti e alla corrispondenza prepara una scheda: chi sono, cosa ci siamo detti, cosa è rimasto aperto, cosa vale la pena chiedere.

Quindici minuti di ricerca diventano due, e soprattutto il venditore arriva preparato anche quando la giornata è piena, che è il momento in cui normalmente non si prepara.

I follow-up. La bozza parte dalle note della conversazione. Il venditore rilegge, aggiusta la riga personale e manda. Il guadagno non è solo il tempo: è che i follow-up partono, invece di slittare a dopodomani.

Le risposte tecniche ricorrenti. Un assistente sui materiali di prodotto risponde citando la fonte, e il venditore smette di aspettare che qualcun altro abbia tempo.

La sintesi delle conversazioni. Da una registrazione o da appunti disordinati esce il riepilogo con i punti aperti. È anche il modo più indolore di alimentare il CRM.

Il confine da tenere

Niente parte da solo verso il cliente.

Un messaggio che nessuno ha riletto si sente, e in una relazione costruita in due anni basta una riga fuori tono per incrinare qualcosa. La regola pratica: lo strumento prepara, la persona rilegge e manda. Sempre.

Il punteggio automatico sui lead è un ordine di lavoro, non una decisione. Serve a dire da dove cominciare la giornata, non a decidere chi merita una telefonata. I criteri che stanno nei dati sono una parte piccola di quello che rende un’opportunità reale.

Sui contatti a freddo le regole non cambiano perché il messaggio è stato scritto da uno strumento. Base giuridica per il trattamento, informativa, possibilità di opporsi: tutto come prima. La facilità di produrre messaggi non autorizza a mandarne di più.

Il trucco che fa la differenza sul tono

La lamentela più comune è che i testi sembrano finti. Quasi sempre la causa è la stessa: si chiede un’email professionale invece di mostrare come scrive quella persona.

Un venditore che passa dieci sue email vere come esempio ottiene bozze che gli somigliano. Uno che descrive il tono a parole ottiene un comunicato stampa.

È lo stesso principio del contesto individuale: gli esempi insegnano meglio delle descrizioni, e costano meno fatica.

Come si misura

Due numeri che una direzione commerciale accetta.

Il tempo di preparazione per chiamata, misurato prima e dopo. Facile da raccogliere e difficile da contestare.

Il tempo fra la conversazione e il follow-up. Se scende, la ragione è che i follow-up partono invece di slittare, ed è un effetto che si vede nel funnel prima che nelle ore.

Un’avvertenza onesta: in vendite il collegamento fra ore risparmiate e fatturato non è diretto, e prometterlo non regge. Quello che si può dimostrare è tempo restituito e più conversazioni preparate. Cosa ci fa il commerciale con quel tempo dipende dal commerciale.

Il metodo per impostare le misure sta qui, e cosa può uscire dall’azienda è nella guida su AI e GDPR.

Domande frequenti

L'AI può scrivere le email ai clienti al posto mio?

Può scrivere la bozza, e per i follow-up strutturati funziona molto bene. Quello che non deve fare è mandarle da sola: il cliente si accorge quando riceve un testo che nessuno ha riletto, e una relazione costruita in due anni si incrina in una riga.

Serve collegarla al CRM?

Non per partire. Preparare le chiamate, sintetizzare le conversazioni e scrivere i follow-up si fa sui documenti e sulle note. Il collegamento al CRM ha senso dopo, quando si vuole che lo storico entri nelle risposte.

Posso usarla per trovare nuovi clienti?

Per la ricerca e la qualificazione preliminare sì, e fa risparmiare molto tempo. Attenzione però alle regole sui contatti a freddo, che non cambiano perché il messaggio è stato scritto da uno strumento: base giuridica e informativa restano le stesse.

Come evito che i messaggi sembrino finti?

Dandole i tuoi testi come esempio invece di descriverle il tono. Un venditore che le passa dieci email scritte da lui ottiene bozze che gli somigliano, uno che le chiede un'email professionale ottiene un testo che sembra un comunicato.

Che cosa non conviene automatizzare?

Tutto quello che arriva al cliente senza che una persona lo abbia riletto, e la qualificazione finale di un'opportunità. Il punteggio automatico sui lead è utile come ordine di lavoro, non come decisione su chi vale la pena chiamare.

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