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Anche McKinsey dice che serve un Company Brain: cos'è l'AI operating system

Stiamo costruendo tre Company Brain e McKinsey descrive la stessa cosa: l'AI operating system. Cosa dice l'articolo e cosa vuol dire per una media impresa.

Company Brain McKinsey AI operating system Strategia AI
mckinsey.com/capabilities/quantumblack/our-insights/the-ai-operating-system…
L'articolo di McKinsey «The AI operating system: A new way for CEOs to run the enterprise», 13 ottobre 2026
An AI operating system can become an enterprise's “second brain”, but only if CEOs rethink how management itself evolves.
McKinsey, QuantumBlack · 13 ottobre 2026Leggi l'articolo originale ↗

Stiamo costruendo tre Company Brain in questo momento: per una grande pubblica amministrazione, per un’azienda manifatturiera da oltre 160 milioni di euro di fatturato e per uno studio legale globale da circa 2.500 professionisti, con sedi in Italia e all’estero. Il 13 ottobre McKinsey ha pubblicato su QuantumBlack, la sua divisione AI, un articolo che descrive la stessa cosa e la chiama AI operating system: The AI operating system: A new way for CEOs to run the enterprise. La prima riga dice che può diventare il secondo cervello dell’azienda.

Per noi è una conferma. Le regole che McKinsey mette in fila (il contesto resta all’azienda, i modelli si cambiano, i dati restano dove sono, si parte da un problema e si allarga) sono quelle con cui costruiamo il Company Brain da mesi.

I Company Brain che stiamo costruendo adesso

Pubblica amministrazione

Una grande PA

Il sapere degli uffici in un posto solo, interrogabile da chi ci lavora ogni giorno con i permessi del proprio ufficio.

In costruzione

Manifattura

Un'azienda dell'abbigliamento

Circa 200 dipendenti e oltre 160 milioni di euro di fatturato. Il brain si collega ai sistemi che l'azienda usa già e risponde su clienti, ordini e prodotti.

In costruzione

Legale

Uno studio legale globale

Circa 2.500 professionisti in oltre 60 giurisdizioni, con 12 sedi in Italia e 5 all'estero. Il brain mette in comune quello che oggi una sede sa e le altre no.

In costruzione

Qui sotto ci sono prima i punti di McKinsey, per come li scrivono loro. La nostra lettura viene dopo, in una sezione a parte.

Il problema: l’AI è ovunque, il margine no

L’articolo parte dal sondaggio State of AI 2026 della stessa McKinsey. Fra le aziende sopra il miliardo di dollari di fatturato il 40% dichiara di aver portato in scala gli agenti AI. Solo il 6% attribuisce all’AI almeno il 5% del margine operativo, più o meno la stessa quota dell’anno prima.

Aziende sopra il miliardo di dollari di fatturato
0%

ha portato in scala gli agenti AI in almeno una funzione

0%

attribuisce all'AI almeno il 5% del margine operativo (EBIT)

Fonte: McKinsey, The state of AI in 2026. Il 6% è circa lo stesso dell'anno prima.

Per gli autori il collo di bottiglia ormai è un altro. Far usare l’AI alle persone è un problema risolto. Resta da cambiare il modo in cui l’azienda funziona.

Una settimana con un AI operating system

Per far capire di cosa parlano, gli autori aprono con uno scenario. Un assicuratore globale, una regola nuova sui margini e tre giorni dalla domanda alla soluzione.

Lo scenario con cui si apre l'articolo
  1. Martedì, 8:00

    La domanda

    La CEO chiede quanto è esposta l'azienda a un tetto sui margini annunciato dai regolatori. In pochi minuti il sistema trova circa 140 prodotti in sette paesi, un terzo a rischio. Segnala anche da solo un problema che non sa risolvere: ogni regolatore definisce il margine a modo suo.

  2. Martedì, 9:15

    La verifica

    Il responsabile della Germania rilancia il modello sui dati vivi e contesta un’ipotesi di costo che il regolatore difficilmente accetterebbe. I prodotti fuori soglia diventano nove. Alle 16 le analisi dei sette paesi sono nella vista della CEO, con le ipotesi dietro ogni numero.

  3. Mercoledì, 8:00

    La decisione

    Prima della riunione il sistema ha già calcolato le opzioni per ogni prodotto: riprezzarlo, ridisegnare la copertura, cambiare le provvigioni o ritirarlo. I vertici provano gli scenari dal vivo e decidono. Le decisioni restano nel sistema come guardrail.

  4. Giovedì, 8:00

    L'esecuzione

    Gli agenti propongono prodotti e prezzi nuovi dentro i guardrail. Attuari, compliance e responsabili di linea li rivedono e decidono. Regole, definizioni e modelli restano nel secondo cervello: la prossima regolamentazione andrà più veloce.

Scenario descritto da McKinsey: un assicuratore globale, tre giorni.

Secondo McKinsey non è una visione del futuro: le aziende lo stanno costruendo adesso. Il loro vantaggio più grande e meno usato sono decenni di dati proprietari, esperienza operativa e competenza nel proprio settore.

Cos’è un AI operating system

La definizione dell’articolo è questa: un livello che lavora in continuo, tiene il contesto dell’azienda (la conoscenza che dà significato ai dati), ragiona fra le funzioni, raccomanda o esegue decisioni e impara dai risultati. Ognuno, dalla CEO al front line, vede le informazioni sulle proprie responsabilità, fa domande, decide e delega. L’informazione si muove verso l’alto, verso il basso e di lato. Ogni area nuova che entra nel sistema riusa quello che c’è già.

Chi costruisce questi sistemi lo chiama spesso agentic operating system. In Italia si sente anche Company Brain. Com’è fatto e quando serve a una media impresa lo spieghiamo nella guida su cos’è un AI operating system.

Gli autori ci tengono a separarlo da una dashboard per il vertice. La dashboard racconta cosa è successo. L’AI operating system è collegato ai sistemi vivi, mostra cosa sta succedendo e cosa potrebbe succedere e funziona come una cabina di pilotaggio da cui si decide e si agisce.

Gli strati

Nel riquadro sugli elementi del sistema McKinsey divide quello che l’azienda ha già da quello che va costruito sopra. Sotto restano infrastruttura, dati e modelli. Sopra ci sono quattro strati. Quello che regge gli altri è il semantic layer.

Com'è fatto un AI operating system

Experience layer

Porta risposte, decisioni e azioni nei sistemi dove le persone lavorano già o in una chat.

Agenti

Costruiti per essere riusati, con il modello più adatto scelto per ogni problema.

Analytics e modelli

Modelli deterministici di machine learning, che gli agenti chiamano come strumenti.

Semantic layer

Entità, relazioni, definizioni, policy e regole dell'azienda rese esplicite con ontologie e knowledge graph. Serve ad allargare il contesto degli agenti, che così lavorano come dipendenti esperti.

Quello che l'azienda ha già

Infrastruttura

Per partire va bene il SaaS, l'obiettivo è il cloud dell'azienda o l'on-premise.

Dati

Restano nei sistemi dove sono, anche quelli vecchi.

Modelli

Da più fornitori, open-weight compresi. Senza addestrarli sui propri dati.

Ricostruito dal riquadro «Elements of the AI OS» dell'articolo di McKinsey.

Sui modelli c’è un’avvertenza che vale la pena riportare intera: i modelli non devono potersi addestrare sui dati dell’azienda, altrimenti l’azienda rischia di regalare piano piano il proprio cervello e la propria conoscenza a chi fa i modelli.

Cosa cambia, riga per riga

L’articolo mette in tabella il prima e il dopo. Sono sette righe e la differenza più grande sta nell’ultima: con un sistema condiviso ogni soluzione nuova parte da quello che hanno costruito le precedenti.

Cosa cambia con un secondo cervello
  • Le analisi spiegano il passato

    Il sistema anticipa i risultati e propone le azioni

  • Riunioni periodiche sui dati del mese

    Risultati, rischi e opportunità sotto controllo in continuo

  • Decisioni eseguite lungo la linea gerarchica

    Persone e agenti eseguono insieme, dentro guardrail

  • Si impara alle revisioni

    Si impara da ogni decisione e da ogni risultato

  • Si tracciano le attività

    Si traccia il valore generato

  • Ogni funzione decide per sé

    Una sola intelligenza, dal vertice al front line

  • Ogni soluzione AI parte da zero

    Contesto, modelli e agenti si riusano: ogni soluzione costa meno della precedente

Tradotto dalla tabella dell'articolo di McKinsey.

L’esempio che fanno è un retailer statunitense con oltre 7.000 negozi. I district manager avevano già dati e dashboard in abbondanza. Il sistema li ha riuniti in una vista sola per ogni manager, che spiega le cause probabili dei cali, propone le azioni e dice quali negozi visitare per primi.

Le sei regole per costruirlo

Prima delle regole McKinsey indica due trappole. La prima è credere che l’AI sia così potente da rendere la trasformazione quasi gratuita. La seconda è pensare che servano anni di lavoro sulle fondamenta tecnologiche prima di vedere un risultato. Si evitano tutte e due partendo da pochi problemi di alto valore e costruendo la tecnologia strada facendo, con il vertice dentro il progetto.

1. Proteggere il vantaggio

Ogni scelta passa da una regola sola: il contesto si possiede, la tecnologia si affitta o si sostituisce. La conoscenza dell’azienda deve potersi spostare da una tecnologia all’altra. La tentazione di affidarsi a un fornitore per partire prima è forte. Se il prezzo è perdere il controllo sui propri asset o restare chiusi in un ambiente solo, scrivono, il rischio supera in fretta il beneficio.

Own the context; rent or replace the technology

Il modello: si affitta, si cambia

Claude

Il contesto: si possiede

La storia della tua azienda

  • i clienti
  • i listini
  • le eccezioni
  • le decisioni prese
  • le regole interne
  • chi sa cosa
La regola con cui McKinsey chiude ogni scelta tecnologica.

2. Da uno a tre sistemi in tutto

Il senso di un AI operating system è avere una vista integrata dell’azienda. Se ogni funzione si costruisce il suo oppure ogni caso d’uso ha la sua tecnologia, quella vista sparisce. Le funzioni hanno maturità diverse e vanno a velocità diverse, quindi McKinsey ammette fino a tre sistemi.

3. Ridisegnare i processi da capo a fondo

La prima ondata di AI generativa ha migliorato attività che esistevano già. Il valore sul conto economico arriva quando si ridisegnano i flussi di lavoro interi, soprattutto quelli che attraversano più funzioni. Un manifatturiero ha automatizzato previsione della domanda e pianificazione della produzione su domanda, magazzino e stato delle macchine, più instradamento, pianificazione e prezzi: un’opportunità che McKinsey stima fra 140 e 180 milioni di dollari l’anno.

4. Costruire perché il vantaggio cresca

Ogni decisione e ogni risultato che il sistema registra rendono più precise le raccomandazioni successive. Chi parte adesso costruisce un distacco che un ritardatario non chiude facilmente, anche se prende in affitto gli stessi modelli. Per riusare contesto, agenti e collegamenti bisogna progettare per il riuso fin dal primo giorno.

Il punto più pratico dell’articolo sta qui: non serve un grande lavoro sui dati all’inizio. I dati si lasciano dove sono, le relazioni si costruiscono sopra man mano che si risolvono i problemi e i dati si migliorano alla fonte quando conviene.

  • Gestionale
  • Documenti
  • Mail
  • CRM
  • Chat

Il secondo cervello

I dati restano dove sono, le relazioni si costruiscono sopra.

5. Mettere l’economia dell’AI dentro il sistema

Il costo unitario dei token è sceso di oltre il 95%, mentre la spesa in AI di molte aziende è più che triplicata. Scelta del modello, struttura dei compiti, quanto ragionamento si consuma e quanto aiuto umano serve: tutto pesa sui costi. Il modello più economico non abbassa la spesa se sbaglia e gli errori costano.

La nuova economia dell'AI

Costo unitario dei token

−0%

Spesa in AI di molte aziende

oltre ×1

Dati citati da McKinsey nell'articolo. Le due curve sono indicative, non in scala.

6. Partire dalla tecnologia già pagata

La maggior parte delle aziende ha già dati e piattaforme sufficienti per cominciare. L’approccio che suggeriscono è costruire abbastanza secondo cervello da risolvere i primi problemi di valore, progettandolo perché si allarghi senza fatica.

Come cambia il mestiere del manager

La seconda metà dell’articolo parla di management, perché un sistema così toglie i vincoli su cui è costruita l’organizzazione di oggi. Gli spostamenti sono quattro, ognuno con le domande che il CEO dovrebbe farsi.

Per intervento, invece che per calendario. Revisioni trimestrali e riunioni mensili esistono anche perché raccogliere e analizzare le informazioni richiedeva tempo. Con l’informazione sempre disponibile si tolgono le riunioni fisse e si definiscono i pochi segnali, soglie ed eccezioni che chiamano in causa il vertice. Si decide anche quali decisioni affidare agli agenti.

In continuo, invece che a tappe. Il piano diventa sempre aperto e i tempi di analisi e decisione crollano. Il limite si sposta sulle strozzature operative, come l’ultimo miglio o la produzione. Servono incentivi e controlli perché le decisioni passino dal sistema e non da sistemi ombra.

Per giudizio, invece che per flusso di informazioni. Quando gli agenti si prendono il lavoro esecutivo, il valore delle persone sta nell’inquadrare le domande difficili, interpretare l’ambiguità, sfidare le ipotesi e fare coaching.

Per connessione diretta, invece che per livelli. Un responsabile può vedere un problema e parlare direttamente con chi sta tre livelli sotto. Molti livelli diventano inutili e un manager può seguire molte più persone: da 10-12 a 20-40, secondo gli autori.

Manage through direct connections

Persone per manager

10-12

Oggi, in una struttura a livelli.

McKinsey: l'ampiezza di controllo può passare da 10-12 persone a circa 20-40.

La domanda che McKinsey lascia aperta è come tenere cultura e fiducia in un’organizzazione con meno livelli, senza che le approvazioni tornino a moltiplicarsi.

Due aziende che l’hanno costruito

Un OEM globale è partito da tre principi: conoscenza portabile, con formati aperti per architettura e ontologie; ripensare l’azienda intorno all’AI invece di aggiungerla; riuso e affidabilità alta, con modelli deterministici dove serve. L’esempio è la distinta base. Se un prodotto richiede una vite in acciaio inox, l’ufficio acquisti di solito cerca la stessa vite a un prezzo migliore. Gli agenti invece capiscono perché serve quella vite (resistenza al calore e alla corrosione, robustezza, peso) e propongono al progettista materiali e fornitori alternativi. Le persone valutano le opzioni e decidono.

Un manifatturiero statunitense voleva possedere dati, modelli, regole e conoscenza, senza una scatola nera dentro la piattaforma di un fornitore. Ha cominciato da prezzi e pianificazione, ha usato l’AI per costruire l’ontologia invece di scriverla a mano, ha collegato circa cento fonti interne ed esterne. La prima fase era operativa in circa 16 settimane.

I numeri che McKinsey dichiara

Sulle prime installazioni l’articolo riporta questi risultati, presentati come esperienza di McKinsey: cicli di pianificazione fino a 10 volte più veloci, il primo valore su una prima area in circa 12 settimane, il 50% di tempo in meno per rientrare dell’investimento nelle aree successive e fino al 90% in meno sui tempi dei flussi di lavoro.

Dichiarati da McKinsey sulle prime installazioni

fino a

0×

cicli di pianificazione più veloci

circa

0settimane

per il primo valore su una prima area

meno

0%

di tempo per rientrare dell'investimento nelle aree successive

fino a meno

0%

sui tempi dei flussi di lavoro

«Our experience shows»: dati di McKinsey su aziende sopra il miliardo di dollari. L'articolo non dice su quanti casi.

Vanno letti per quello che sono: il risultato che dichiara chi questi sistemi li vende, su gruppi molto più grandi di una media impresa.

Le prime mosse per il CEO

  1. 01

    Scegliere le aree

    Le tre-cinque aree in cui l'AI sposta davvero crescita, margini o posizione competitiva.

  2. 02

    Fissare le regole

    Quanti sistemi, chi governa il significato dei dati, quali standard perché agenti e conoscenza restino riusabili.

  3. 03

    Finanziare il sistema condiviso

    I fondi si legano agli asset riusabili che ogni area costruisce.

  4. 04

    Ridisegnare le decisioni

    Quali decide l'AI, quali richiedono il giudizio umano e quando un tema sale al vertice.

La nostra lettura

Da qui in poi è quello che pensiamo noi. L’articolo non lo dice.

È il Company Brain, con un altro nome

Secondo cervello dell’azienda. Il contesto che resta all’azienda. I modelli intercambiabili e mai addestrati sui dati. Il sistema installato sul cloud dell’azienda. I dati lasciati dove sono. Si parte da un problema e si allarga. Sono gli stessi argomenti con cui da mesi spieghiamo il Company Brain ai nostri clienti. Oggi li scrive anche McKinsey.

Email
Contratti
Documenti
Calendario
Chiamate
+ Custom
CRM
Messaggi

In pratica è un sistema collegato a posta, file condivisi, gestionale e CRM, che risponde in italiano a domande che attraversano quelle fonti, con i permessi di chi chiede. La differenza con un assistente che legge i PDF si sente sulle domande che oggi hanno una risposta solo nella testa di chi c’era. Qui sotto un esempio, con dati inventati, del tipo di domanda che fa un responsabile.

Esempio, dati inventati · Un'azienda manifatturiera
Chiedi al tuo Company Brain

McKinsey scrive per chi fattura miliardi

L’articolo parla a gruppi con decine di paesi, interventi di quattro mesi e squadre di consulenti che ridisegnano diritti decisionali e livelli di management. Le medie imprese italiane con cui lavoriamo hanno lo stesso problema in piccolo: la conoscenza sta in quattro teste, in mail di due anni fa e in un gestionale che nessuno interroga.

L'AI operating system nell'articolo

  • Aziende sopra il miliardo di dollari
  • Parte dal CEO e ridisegna l'organizzazione
  • Primo valore in circa 12 settimane
  • Squadre di consulenti accanto al vertice

Il Company Brain che costruiamo noi

  • Medie imprese italiane
  • Parte da chi ha in mano l'operatività
  • Sprint di due-tre settimane, ci si può fermare alla fine di ognuno
  • Formazione alle persone che lo useranno

Per questo entriamo da chi tiene in mano l’operatività e portiamo la formazione AI aziendale alle persone che il brain lo useranno ogni giorno: finora ne abbiamo formate oltre 850. Un secondo cervello che nessuno interroga resta un costo.

La quarta regola che aggiungiamo: il brain sta in casa dell’azienda

Delle regole di McKinsey ne applichiamo tre ogni giorno: il contesto si possiede, i dati restano dove sono, il vantaggio si accumula. Ne aggiungiamo una. Il Company Brain si installa sul cloud dell’azienda, in Europa, su AWS, Azure o Google Cloud. I modelli girano lì dentro, sotto il contratto che l’azienda ha già. Il contenuto del brain è dell’azienda ed è esportabile in formati aperti. Il software lo costruiamo e lo manteniamo noi in licenza d’uso: resta installato e operativo sull’infrastruttura del cliente. È il loro «own the context; rent the technology» scritto in un contratto da media impresa.

È così che stiamo costruendo i tre brain di cui parlavamo all’inizio, per la pubblica amministrazione, per l’azienda manifatturiera e per lo studio legale globale. Uno già in uso è raccontato nel caso studio di Better Bookings.

Il vero vantaggio è la storia dell’azienda

I modelli AI li può avere chiunque, anche il tuo concorrente. Dopo qualche mese di uso il valore del brain sta tutto in quello che sa: i clienti, le eccezioni, le decisioni prese in trent’anni di lavoro. Quella storia ce l’ha solo la tua azienda. Conta da quando sta scritta in un posto che l’AI sa leggere.

Se vuoi capire meglio come funziona, abbiamo scritto una guida su cos’è un Company Brain e quando serve davvero.

Domande frequenti

Cos'è un AI operating system secondo McKinsey?

È un livello sempre acceso che sta sopra i sistemi che l'azienda ha già. Tiene il contesto aziendale, cioè la conoscenza che dà significato ai dati, ragiona fra le funzioni, propone o esegue decisioni e impara dai risultati. McKinsey lo descrive come un secondo cervello dell'azienda, che collega il vertice, i manager e il front line.

Che differenza c'è tra un AI operating system e un Company Brain?

Sui principi nessuna: tutti e due sono un secondo cervello collegato ai sistemi dell'azienda, con il contesto che resta all'azienda e i modelli AI intercambiabili. Cambia per chi sono pensati. L'articolo di McKinsey parla ad aziende sopra il miliardo di dollari di fatturato e parte dal CEO. Il Company Brain di Martes AI è costruito per le medie imprese italiane, a sprint di due-tre settimane, insieme alla formazione delle persone che lo useranno.

Cosa vuol dire «own the context; rent or replace the technology»?

È la regola su cui McKinsey fa reggere tutte le scelte: la conoscenza dell'azienda (documenti, regole, decisioni, definizioni) deve restare dell'azienda e potersi spostare da una tecnologia all'altra. Modelli e piattaforme si prendono in affitto e si sostituiscono quando ne arriva uno migliore. Il rischio da evitare è il fornitore che accelera il rilascio a costo di chiudere l'azienda nel suo ambiente.

Serve spostare tutti i dati in un posto nuovo prima di costruirlo?

No. McKinsey scrive di lasciare i dati dove sono e di costruire le relazioni sopra man mano che si risolvono i problemi, migliorando i dati alla fonte quando serve. È lo stesso modo in cui costruiamo il Company Brain: si collega a gestionale, posta, file condivisi e CRM senza traslocare niente.

Un AI operating system serve solo alle grandi aziende?

L'articolo parla a gruppi sopra il miliardo di dollari. Il problema che descrive però è lo stesso in una media impresa: la conoscenza sta nella testa di poche persone e in sistemi che non si parlano. Una media impresa ha meno sistemi da collegare e meno livelli da attraversare, quindi può partire da un problema solo e avere le prime risposte in poche settimane.

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