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Iperammortamento e Intelligenza Artificiale: cosa cambia con la Legge 199/2025

La nuova legge 199/2025 estende l'iperammortamento ai sistemi di intelligenza artificiale. Un'analisi accessibile dei punti chiave: cosa è agevolato, cosa rischia di far perdere il beneficio, e perché mancano ancora chiarimenti ufficiali.

L’iperammortamento torna, e questa volta abbraccia esplicitamente l’intelligenza artificiale. La legge 199/2025 ha introdotto un nuovo incentivo fiscale che permette alle imprese di dedurre in misura potenziata gli investimenti in sistemi e modelli AI. Un segnale importante, ma non privo di complessità operative.

Punti chiave di questo articolo

  • La legge 199/2025 estende l’iperammortamento ai sistemi e modelli di intelligenza artificiale
  • L’Allegato V è molto più ampio del precedente: 5 classi esplicite di AI, più match secondari
  • I software AI in abbonamento (SaaS) sono esclusi: conta solo l’investimento ammortizzabile
  • Errori di classificazione possono portare alla decadenza totale dal beneficio
  • Mancano ancora circolari o ruling ufficiali che chiariscano il perimetro

Questo articolo è una lettura di sintesi. Per l’analisi giuridica completa, inclusi i riferimenti normativi puntuali, puoi leggere l’articolo originale di Edoardo Belli Contarini, avvocato tributarista.

Cosa prevede la legge 199/2025

Il nuovo iperammortamento (art. 1, comma 429 della legge 199/2025) include tra i beni agevolabili i sistemi e modelli di intelligenza artificiale, aggiornando un incentivo che nella versione precedente del 2016 non aveva ancora questa categoria.

Il riferimento è all’Allegato V della legge, che elenca i beni immateriali ammissibili. Rispetto al passato, l’elenco è notevolmente più ricco, riflettendo i dieci anni di evoluzione del settore AI. Le definizioni di “sistema AI” e “modello AI” utilizzate dalla norma rimandano al Regolamento europeo sull’AI (EU AI Act, 2024/1689) e alla legge nazionale sull’AI (132/2025).

Cosa rientra nell’agevolazione

La lettera dd) dell’Allegato V individua cinque classi di beni AI agevolabili:

  • Software di intelligenza artificiale avanzata
  • Sistemi AI integrati nei processi aziendali
  • Piattaforme e applicazioni AI
  • Algoritmi sviluppati o acquisiti dall’impresa
  • Modelli digitali AI (inclusi modelli fondazionali personalizzati)

Oltre a queste cinque classi esplicite, l’Allegato V prevede altri punti (lettere c, d, o, p, s, bb, ff, gg) che possono presentare sovrapposizioni o sinergie con sistemi AI. Questo significa che alcune soluzioni ibride, dove l’AI è integrata in un sistema più ampio, potrebbero rientrare nell’agevolazione anche attraverso queste voci secondarie.

Attenzione: SaaS escluso

I software AI erogati in abbonamento mensile o annuale (modalità as a service) sono stati esclusi esplicitamente dall’agevolazione. Rientrano solo gli investimenti in beni che vengono capitalizzati nel bilancio dell’impresa e ammortizzati nel tempo. Strumenti come ChatGPT Teams, Claude for Work o Gemini Business sottoscritti con canone ricorrente non sono agevolabili.

Il rischio decadenza: un aspetto da non sottovalutare

Il decreto attuativo firmato il 4 maggio 2025 da MEF e MIMIT definisce in modo dettagliato anche le cause di perdita del beneficio. In alcuni casi la decadenza è totale: l’impresa perde l’intero vantaggio fiscale, non solo una parte.

Questo può succedere quando:

  • Manca uno o più requisiti di ammissibilità, per fatti imputabili all’impresa e non sanabili
  • Si verificano altre violazioni o inadempimenti che rendono il beneficio non spettante
  • Non vengono inviate nei termini le comunicazioni richieste al GSE (Gestore dei Servizi Energetici, ente preposto al controllo)

In pratica: classificare erroneamente un bene AI come agevolabile, o gestire in modo impreciso la documentazione, può far perdere tutto il beneficio. Non una riduzione: tutto.

La perizia tecnica è obbligatoria

Per accedere all’agevolazione, l’impresa deve ottenere una perizia tecnica asseverata da un ingegnere o perito industriale (art. 6 del decreto attuativo). Questa perizia certifica che il bene rientra effettivamente tra quelli agevolabili dall’Allegato V.

È un passaggio fondamentale, non solo formale: la perizia è la principale difesa in caso di verifica da parte del GSE. Se la classificazione del bene AI non regge all’esame tecnico, il rischio di decadenza diventa concreto.

Cosa manca ancora: chiarimenti ufficiali

Il perimetro dell’Allegato V è ampio. Abbastanza ampio da lasciare spazio a interpretazioni diverse su cosa rientri e cosa no. Per il precedente iperammortamento del 2016, il Ministero dell’Economia aveva pubblicato una circolare (n. 4 del 2017) che aiutava le imprese a capire quali beni fossero effettivamente agevolabili.

Ad oggi, per la legge 199/2025, questa circolare non esiste ancora. La speranza è che il MIMIT o il GSE publlichino presto indicazioni tecniche simili, oppure attivino una procedura di ruling accelerato, che permette alle imprese di chiedere un parere preventivo vincolante prima di procedere con l’investimento.

In assenza di questi chiarimenti, l’analisi caso per caso rimane indispensabile, e il supporto di un professionista specializzato è tutt’altro che opzionale.

Chi ci affianca lato legale e fiscale

Martes AI si occupa esclusivamente di sviluppo tecnico. Per tutto ciò che riguarda il lato legale, fiscale e l’applicazione concreta dell’agevolazione, ci appoggiamo a Edoardo Belli Contarini, Partner presso Studio Fantozzi e Associati.

Sito: ebcontarini.it · LinkedIn: ebcontarini · Analisi completa: L’iperammortamento premia l’innovazione

In sintesi

La legge 199/2025 è un segnale positivo per le imprese che investono in intelligenza artificiale: l’incentivo c’è, è concreto, e il perimetro dei beni agevolabili è più ampio rispetto al passato. Ma proprio l’ampiezza dell’Allegato V, unita ai rischi di decadenza totale e all’assenza di chiarimenti ufficiali, rende questa misura delicata da applicare senza la guida giusta.

Chi sta pianificando investimenti in AI nel 2025-2026 farebbe bene a valutare l’agevolazione per tempo, con la perizia tecnica pronta e un professionista fiscale al fianco, piuttosto che affrontarla a posteriori.

Cos'è l'iperammortamento per l'intelligenza artificiale?

È un incentivo fiscale introdotto dalla legge 199/2025 che permette alle imprese di dedurre in modo maggiorato gli investimenti in sistemi e modelli di intelligenza artificiale. Le aliquote di deduzione superano il 100% del valore del bene, incentivando l'adozione di tecnologie AI avanzate.

Quali software AI rientrano nell'iperammortamento?

L'Allegato V della legge 199/2025, lettera dd), individua cinque classi di software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali di intelligenza artificiale avanzata. Ci sono anche corrispondenze con altre lettere dell'Allegato (c, d, o, p, s, bb, ff, gg), ma l'interpretazione richiede una perizia tecnica asseverata.

I software AI in abbonamento (SaaS) rientrano nell'iperammortamento?

No. I software, sistemi e modelli AI erogati in modalità 'as a service' (abbonamento mensile o annuale) sono stati esclusi dall'agevolazione, perché non configurano un investimento ammortizzabile. Rientrano solo i beni acquistati e capitalizzati nel bilancio dell'impresa.

Cosa succede se l'impresa perde i requisiti per l'iperammortamento?

In alcuni casi previsti dall'art. 10 del decreto attuativo, l'impresa decade totalmente dal beneficio. Le cause di decadenza includono l'assenza di requisiti di ammissibilità non sanabili e altre violazioni o inadempimenti. Anche il mancato invio nei termini delle comunicazioni al GSE può bloccare la fruizione del beneficio.

È necessaria una perizia tecnica per l'iperammortamento AI?

Sì. L'art. 6 del decreto attuativo (firmato il 4 maggio 2025 da MEF e MIMIT) prevede una perizia tecnica asseverata da un ingegnere o perito industriale, che certifica che il bene rientra tra quelli agevolabili. La perizia è fondamentale anche per ridurre il rischio di contestazioni.

Esistono chiarimenti ufficiali sull'iperammortamento AI?

Ad oggi non ancora. Si auspica che il MIMIT o il GSE emanino una circolare di indirizzo tecnico (simile alla circ. n. 4 del 2017 per il precedente iperammortamento) o attivino una procedura di ruling accelerato. In assenza di chiarimenti, il perimetro esatto dei beni AI agevolabili rimane ampio e richiede un'analisi caso per caso.